Magiche Dolomiti #1 – Sass de Stria

Il Sass de Stria è la prima tappa del giro che ho fatto sulle Dolomiti la scorsa estate insieme a due amici. Il punto di partenza della salita è facilmente raggiungibile da Cortina d’Ampezzo seguendo le indicazioni per il Passo Falzarego. Da qui si prende la strada per il Passo Valparola e in pochi minuti si arriva al Forte Tre Sassi dove si può parcheggiare la macchina.

UN PO’ DI STORIA

Il Sasso di Stria permetteva di controllare sia la strada delle Dolomiti che l’accesso alla Val Badia. Il possesso della sua vetta, durante la grande guerra, garantiva un posto d’osservazione altamente strategico.

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Il 14 giugno 1915 gli italiani riuscirono a penetrare nelle trincee austriache e fecero prigioniera la guarnigione ma due giorni dopo una pattuglia austriaca riuscì a riconquistare le vecchie postazioni. L’8 agosto diversi battaglioni della Brigata Reggio tentarono di sfondare le linee austriache dal passo Falzarego con l’obbiettivo di conquistare il forte Tre Sassi. Il giorno seguente le truppe italiane assaltarono direttamente il Sasso di Stria ma i soldati austriaci li respinsero.

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La sera del 17 ottobre una pattuglia, guidata dal sottotenente Fusetti, partì dal Castel di Andraz e attrezzò una via sul Sass de Stria per raggiungere la vetta. Alle 2 del mattino la pattuglia raggiunse la cima senza sparare nessun colpo. Alle ore 4.00 venne catturata la pattuglia di osser­vazione austriaca che però poco più tardi riuscì a dare l’allarme e in poco tempo i rinforzi risalirono la cima tenendo a bada gli italiani che ormai non avevano più scampo.

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Ripari scavati all’interno della montagna

Intanto nel bosco di Castello gli italiani di rinforzo, comandati dal sottotenente Briaschi, ritornarono indietro fino a raggiungere il margine dei bosco. Il comandante della Compagnia, il colonnello Papa, gli intimò di ritornare sul Sass de Stria per verificare la posizione della pattuglia comandata dal sottotenente Fusetti e sostenerla. Il gruppo guidato dal sottotenente Briaschi, ritornato ad arrampicarsi, a metà ascensione udì una voce che diceva: “Venite Italiani, il Sasso di Stria è preso!” I soldati accelerarono la salita, non sospettando che la voce potesse essere quella del nemico. Gli austriaci ben appostati erano ad attenderli e li respinsero facilmente. L’assalto italiano venne respinto e i superstiti si ritirarono nei boschi sottostanti.

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Piccola costruzione eretta su una roccia del Sass de Stria

La cosa che mi ha lasciato senza parole del Sass de Stria è stato il quantitativo di cunicoli e di rifugi ricavati all’interno della montagna, nonché l’innumerevole quantità di trincee scavate su un monte che risulta essere piuttosto stretto. Se non si avesse la certezza che scendendo si torna all’inizio del percorso ci si perderebbe molto facilmente. Abbiamo visitato altri luoghi teatro della Grande Guerra sulle Dolomiti ma a mio avviso tra tutti nessun posto come il Sass de Stria rende l’idea delle condizioni nelle quali si era costretti a vivere, soprattutto in inverno.

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La vetta del Sass de Stria
Puoi seguire altre mie escursioni su Instagram oppure nella mia playlist di Youtube.

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