10 Consigli per migliorare le tue foto

Ciao! oggi sono qui per darti qualche consiglio nel caso tu abbia da poco iniziato a cimentarti con la fotografia e voglia provare a migliorare i tuoi scatti.

Sono un patito degli elenchi numerati perciò ecco qua 10 consigli

1 – ESAMINA IL RANGE DINAMICO

Il range dinamico è il rapporto tra aree chiare e aree scure in una scena. Quando ad esempio siamo all’aperto in una giornata di sole c’è una notevole differenza tra aree chiare e aree scure, c’è molto contrasto. Dobbiamo per cui decidere se esporre per le alte luci o per le ombre, dal momento che i sensori delle nostre fotocamere non riescono a gestire range dinamici così estesi. 

Molti optano per esporre per le alte luci (quindi sottoesporre) dal momento che è meglio preservare le alte luci sacrificando le ombre e recuperando poi quest’ultime in postproduzione. 

Tempo fa però in un workshop mi è stato proposto di fare il contrario, ovvero sovraesporre leggermente l’immagine (senza bruciare le alte luci) in modo da salvare alcuni dettagli nelle ombre che non sarebbero gli stessi se le recuperassimo in postproduzione dopo aver esposto per le alte luci. Scuole di pensiero differenti, occorre fare varie prove e scegliere poi la modalità che più ti aggrada.

2 – ISTOGRAMMA

Impara a usare l’istogramma, grazie al quale puoi capire immediatamente la distribuzione di ombre, mezzitoni e luci nelle tue foto.

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Se noti un picco a sinistra dell’istogramma vuol dire che nella tua foto ci sono molte aree scure, per cui rischi di non avere dettagli nelle ombre.

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Viceversa se hai un picco a destra significa che c’è il rischio che le alte luci siano bruciate, ovvero che le parti più chiare dell’immagine siano bianco puro, senza dettagli. E’ chiaro che tutto dipende anche da che tipo di foto vogliamo ottenere, non sempre un picco a sinistra dell’istogramma è sbagliato.

3 – SCATTA IN RAW

Abituati a scattare in Raw, in questo modo ottieni tutta una serie di vantaggi tra i quali la possibilità di modificare il bilanciamento del bianco successivamente allo scatto in postproduzione.

4 – PAZIENZA!

Impara ad aspettare. Se una particolare scena non ti convince non passare subito a un altro soggetto, aspetta un po’ e guarda se le condizioni cambiano a tuo vantaggio. Magari hai preparato l’inquadratura per uno scatto di paesaggio e il cielo è molto nuvoloso ma il sole sembra poter far capolino da un momento all’altro. Aspetta qualche minuto e potresti essere ricompensato con un bello scatto. Naturalmente non aspettare troppo tempo perché altrimenti rischi di perdere altre opportunità con altri soggetti!

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La foto sopra l’ho realizzata nel Parco del Gran Paradiso. C’era una nebbia fittissima ma anche un forte vento, perciò ho aspettato qualche minuto e la nebbia si è diradata restituendomi una vista niente male!

5 – ESPLORA IL SOGGETTO

Vuoi fotografare un paesaggio? Bene, una volta che sei sul posto non iniziare a scattare come un ossesso dal punto nel quale sei arrivato. Prenditi un po’ di tempo per esplorare il luogo nel quale ti trovi, spesso e volentieri troverai punti di vista molto più interessanti. Anche per questo è molto importante recarsi sul posto abbastanza in anticipo rispetto all’orario nel quale hai deciso di effettuare i tuoi scatti.

6 – NITIDEZZA

Quando scatti e vuoi ottenere la massima nitidezza dal tuo obiettivo cerca l’apertura del diaframma più nitida che può offrire la tua lente. Questa di solito si trova a 2 stop dall’apertura massima del diaframma. Certo non sempre si può scattare a 2 stop dall’apertura massima del diaframma, inoltre questo non vale per tutti gli obiettivi, ma puoi sempre cercare una tua fotografia molto nitida e controllare nei dati di scatto quale valore del diaframma avevi utilizzato in quell’occasione.

7 – PROFONDITÁ DI CAMPO

La profondità di campo è uno dei valori più artistici della fotografia grazie al quale possiamo ottenere una foto con un’area maggiormente sfocata (quindi con una bassa profondità di campo) o viceversa una foto in gran parte a fuoco (con un’alta profondità di campo). La profondità di campo dipende da quale diaframma usiamo, dalla distanza tra noi e il soggetto e dalla lunghezza focale che utilizziamo.

8 – GRANDANGOLO

Perché scegliere di utilizzare un grandangolo? Gli obiettivi grandangolari restituiscono un campo visivo molto ampio e ciò porta tutta una serie di conseguenze: viene accentuato il senso di profondità, per cui gli oggetti sembrano più distanziati di quanto non appaiano nella realtà, i soggetti lontani sembrano più piccoli, la profondità di campo è maggiore. Sono obiettivi che ci calano nella scena e che hanno un tradizionale difetto, ovvero la distorsione, anche se non sempre bisogna definirlo tale.

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Il piccolo villaggio di Crampiolo (Alpe Devero) immortalato con una focale di 24mm.

9 – TELEOBIETTIVO

Perché invece scegliere di usare un teleobiettivo? I teleobiettivi, a differenza dei grandangoli, hanno una (apparente) minore profondità di campo, comprimono lo spazio, per cui i diversi piani di un’immagine sembreranno schiacciati l’uno sull’altro. Questo è anche il motivo per cui nel cinema per le scene d’azione si usano spesso i teleobiettivi. Immagina un ragazzino che attraversa la strada e un camion che sta per investirlo, con un teleobiettivo i due sembreranno molto più vicini di quanto non lo sarebbero nella realtà. La compressione dei piani aiuta anche a dare un effetto voyeuristico alla foto, distaccato, in terza persona, non ci cala nella scena come il grandangolo. 

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Nella foto sopra il colle in primo piano a destra, quello intermedio in mezzo e la montagna sullo sfondo sembrano schiacciati l’uno sull’altro, è il tipico effetto che si ottiene con un teleobiettivo.

10 – COLORI

Per gestire al meglio i colori di una scena studiamo la ruota dei colori e le loro varie armonie. Stampatevi una ruota dei colori e studiate i vari rapporti tra di loro.

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Ad esempio i colori contrapposti sulla ruota come il blu e il giallo stanno bene insieme (negli ultimi anni è una combinazione molto usata nei film). Il rosso salta fuori dall’immagine, il blu invece tende a recedere. Giallo e rosa attirano l’attenzione, il verde è il colore della speranza perché collegato alla natura ma anche il colore del malessere fisico, il viola ci restituisce invece un’idea di lusso e di mistero.

Bene questo era qualche consiglio sparso, naturalmente per ognuno degli argomenti trattati si potrebbe stare a parlare delle ore! Io spero di esserti stato utile, non mi resta altro che darti appuntamento ai prossimi articoli e ti ricordo che puoi trovarmi sia su Facebook che su Youtube!

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