Breve storia della Fotografia – Capitolo 6 – L’avvento del digitale

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E così siamo arrivati alla fine! Oggi infatti concludiamo il nostro viaggio nella storia della fotografia. Nell’articolo precedente eravamo arrivati fino agli anni 80, caratterizzati dalla fine della guerra fredda e dalla caduta del muro di Berlino. In tutto questo la fotografia non è tra le priorità della popolazione: infatti la produzione giapponese diminuisce e le vendite si abbassano.

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Nel 1981 il fondatore della Sony Akio Morita presenta la Mavica, reflex che usava un floppy come supporto di memorizzazione. Per la prima volta le immagini vengono registrate su un supporto digitale invece che su pellicola.

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Contestualmente la Pentax annuncia la prima reflex autofocus, la ME-F, nella quale per la prima volta avevamo un dialogo fra macchina e obiettivo tramite contatti elettrici.

Nel 1984 invece la Toshiba crea la prima scheda di memoria flash e 10 anni dopo la Sandisk presenterà la prima scheda Compact Flash.

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Quando il panorama internazionale si calmò il mercato fotografico ripartì sia nel campo delle compatte analogiche che della nascente fotografia digitale: nel 1986 abbiamo la RC-701, la prima reflex digitale Canon.

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All’inizio degli anni 90 poi nasce un altro mito, infatti la software house americana Adobe presenta Photoshop, il primo software professionale per la gestione dell’immagine.

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Nel 1995 invece la Casio mette in vendita la prima fotocamera compatta digitale con display LCD, la QV-10. Com’era successo nel 1888 con la Box Kodak, così ora la fotografia (digitale) si stava di nuovo rivolgendo a tutti.

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Bisogna invece aspettare il 1997 prima che Nikon presenti la sua prima compatta digitale, la Coolpix 100, in risposta alla Canon PowerShot.

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Nel 1999 invece sempre Nikon presenta la Nikon D1, la prima reflex digitale professionale venduta alla metà del prezzo dei modelli concorrenti. Inizia a svilupparsi il concetto di reflex entry-level che oggi domina il mercato fotografico digitale.

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Arriviamo così agli anni 2000 quando aziende che non nascono come produttrici di apparecchi fotografici si buttano tuttavia nel mercato fotografico. Abbiamo la Panasonic nel 2001 con il marchio Lumix, ma anche la Sony e la Samsung.

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Ma anche la pura industria fotografica si da da fare: nel 2003 Olympus mette sul mercato la sua E-1, reflex digitale professionale che inaugura il sistema Quattro Terzi, mentre Canon produce la sua prima reflex digitale economica, la EOS 300D; Nikon risponderà nel 2004 con la D70.

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Nel 2008 sempre Nikon presenta la D90, la prima reflex digitale che gira anche video; Canon risponderà con la 5D Mark II.

IL MIO SERMONE FINALE

E arriviamo così ai giorni nostri, nei quali viviamo in un mercato fotografico digitale in evoluzione continua. Ogni anno vengono prodotti nuovi sistemi che fanno sembrare quelli di appena un anno prima come antiquati. E’ una corsa continua e asfissiante per ottenere il modello più aggiornato e performante e che fa un po’ rimpiangere i tempi della pellicola.

Ma una cosa è certa, anche in un mondo nel quale abbiamo a disposizione strumentazione sempre più professionale a un costo sempre più basso: per fare una bella fotografia non basta avere una fotocamera costosa e super tecnologica.

Spesso mi viene detto “fai delle foto bellissime, sei bravissimo”. Quando mi dicevano queste cose 5 anni fa ero tutto esaltato, poi di recente ho rivisto le foto che facevo 5 anni fa, e beh di quegli scatti ne salvo forse 10, massimo 20.

Questo per dire che nella fotografia come in qualsiasi altro campo non bisogna mai considerarsi arrivati, bisogna imparare qualcosa di nuovo ogni giorno, sia che questo qualcosa rappresenti una nuova tecnica fotografica o la storia della fotografia. Tutto questo va a formare un bagaglio personale che poi si riflette nelle foto che scattiamo e che ci porta sia a voler apprendere sempre qualcosa di nuovo sia a guardare a quello che abbiamo fatto con occhio critico.

Se come me dai spesso uno sguardo alle tue vecchie foto e queste non ti piacciono, le trovi banali, poco emozionanti o con errori tecnici, vuol dire che stai migliorando e finché farai così stai sicuro che sei sulla strada giusta.

Bene dopo questo sermone finale direi che possiamo concludere questo nostro viaggio nella storia della fotografia, concludo ripetendo che questo non voleva essere un trattato completo ma solo un’infarinatura. Io spero di non averti annoiato, non mi resta altro che darti appuntamento ai prossimi articoli e ti ricordo che puoi trovarmi sia su Facebook che su Youtube!

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Bibliografia

L’occhio della fotografia – Italo Zannier

Fotografia. La storia completa –  J. Hacking

Viaggio nella storia della fotografia – Marco Rovere

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