Nelle Alpi Marittime lungo il Trekking del Lupo

La scorsa estate, insieme al mio amico Valerio, abbiamo deciso di percorrere il Trekking del Lupo, itinerario ad anello che percorre due parchi naturali: il Parco delle Alpi Marittime (Piemonte) e il Parco del Mercantour (Francia). Entrambi i parchi ospitano branchi stabili di lupi che sono tornati a popolarli dopo tanti anni di assenza.

Il trekking ha una lunghezza totale di circa 75 Km circa e comprende anche il passaggio sulle Strade di Caccia Reali costruite per il re Vittorio Emanuele II, vere e proprie autostrade delle montagne.

Questo è stato il mio primo trekking di più giorni in tenda, con uno zaino che pesava 20 chili. Devo dire che qualche dubbio lo avevo sulla buona riuscita del trekking. Ma mentre sto scrivendo questo articolo penso: meno male che l’ho fatto! Un’esperienza indimenticabile.

Va precisato che il Trekking del Lupo si può compiere senza tenda visto che ogni tappa tocca un rifugio nel quale si può pernottare. Tuttavia penso che dormire in tenda regali un’esperienza unica a questo come ad ogni trekking che si rispetti.

Il paesaggio toccato è molto vario, si passa dai laghi di alta quota a foreste e cascate, sempre con l’alta probabilità di avvistare camosci e stambecchi i quali, poco abituati alla presenza dell’uomo, si lasciano avvicinare fin quasi a toccarli.

Il libro dedicato a questo trekking, acquistabile qui, divide il percorso in 10 tappe. Noi lo abbiamo percorso in 6 tappe, quindi è facilmente personalizzabile a seconda delle proprie capacità. Quelli che seguono sono i nostri sei giorni lungo il Trekking del lupo.

#1 – Da San Giacomo di Entracque al Lac de Trécolpas – 15,7 km
DSC_5188.jpg
Lac de Trécolpas (2170 m)

Il primo giorno lasciamo la macchina a San Giacomo di Entracque (1250 m) e ci dirigiamo verso il rifugio Soria Ellena (1840 m), che rappresenta la conclusione della prima tappa nel percorso suggerito dal libro. Dopo una breve sosta con tanto di birra iniziamo la salita verso il Col de Fenestre (2474 m), superato il quale si entra in Francia. Il colle nel settembre del 1943 fu zona di passaggio della comunità ebraica di Niçoise in fuga dalle truppe tedesche.

Da qui, attraverso il Passo dei Ladri si arriva al Lac de Trècolpas (2170 m), presso il quale montiamo la tenda per la notte. E proprio durante la notte ecco abbattersi un autentico nubifragio. Per fortuna eravamo all’asciutto!

#2 – Dal Lac de Trècolpas al Lac de Mercantour – 12,7 km

Al mattino non siamo fortunati come la notte precedente poiché inizia di nuovo a piovere, per cui fuori il poncho! Così sotto l’acqua scendiamo in mezzo alla foresta verso il piccolo abitato di Le Boréon (1500 m). Da qui quale parte una salita molto impegnativa verso il Col de Cerisè (2543 m), vicino al quale si trova il Lac du Mercantour (2454 m), presso il quale, sfiniti, montiamo la tenda per passare la notte.

DSC_5347
Lac du Mercantour (2454 m)
#3 – Dal Lac du Mercantour al Bivacco Guiglia – 9,4 km

Il risveglio all’alba a 2500 metri d’altezza sinceramente non può essere qui descritto a parole. Semplicemente indimenticabile. Dal Lac du Mercantour ci dirigiamo verso un bivacco non troppo distante, il Bivacco Guiglia (2437 m). Lungo il tragitto, oltre a fare ritorno in Italia incontriamo due ragazzi di Bologna che stanno compiendo anche loro il trekking e che saranno nostri compagni di viaggio per un paio di giorni.

Giunti al bivacco ci sistemiamo e prepariamo la cena, mentre sotto di noi l’intera vallata si ricopre di nuvole. Anche in questo caso è difficile descrivere la bellezza della scena che ci si presenta davanti agli occhi.

DSC_5393
Bivacco Jacques Guiglia (2473 m)
#4 – Dal Bivacco Guiglia al Rifugio Valasco – 11,9 km

La mattina seguente iniziamo a seguire le Strade di Caccia Reali costruite per il re Vittorio Emanuele II. Come detto all’inizio dell’articolo queste sembrano proprio delle autostrade che attraversano i monti. Costruite per soddisfare la voglia di caccia del re, che però dai racconti locali sembrava più interessato a intrattenersi presso il rifugio Valasco con le donne del posto.

Dopo una sosta per il pranzo (davvero eccellente) presso il rifugio Questa (2388 m), scendiamo verso il vallone del Valasco (1764 m), nel quale si trova l’omonimo rifugio, una volta residenza estiva del re. Qui decidiamo di concederci una notte in letto e una doccia calda, della quale sinceramente si cominciava a sentire bisogno.

DSC_5434
Vallone del Valasco visto dal Rifugio Questa (2388 m)
#5 Dal Rifugio Valasco al Rifugio Genova Figari – 22,1 km

Al mattino durante la colazione con Valerio decidiamo di unire due tappe in una, ovvero di saltare il rifugio Morelli Buzzi (2351 m) e arrivare direttamente al rifugio Genova Figari (2015 m). Così dopo una colazione estremamente abbondante e dopo aver salutato gli amici di Bologna partiamo alla volta del Genova Figari.

Una tappa di oltre 20 km che affrontiamo con una breve pausa presso il già citato rifugio Morelli Buzzi, presso il quale ci concediamo due uova al tegamino con pancetta croccante. Un piatto che non scorderò facilmente. Giunti al Genova figari piantiamo la tenda vicino al lago Brocan per la nostra ultima notte in tenda.

DSC_5496.jpg
Lago Brocan al tramonto (2015 m)
#6 Dal rifugio Genova Figari a San Giacomo di Entracque

La mattina dopo siamo pronti per affrontare l’ultima tappa del trekking, che ci riporterà presso San Giacomo di Entracque. I 22 chilometri percorsi il giorno precedente si fanno sentire lungo la ripida salita che ci porta al Colle di Fenestrelle (2463 m), superato il quale si scende verso il rifugio Soria Ellena. Da qui scendiamo ulteriormente verso San Giacomo di Entracque, dove troviamo ad attenderci la macchina di Valerio, pronta per riaccompagnarci a casa.

DSC_5480.jpg
Stambecco sul sentiero verso il rifugio Morelli Buzzi (2351 m)

Quindi per concludere cosa dire del Trekking del Lupo? Un’esperienza sicuramente positiva e della quale conserverò un bellissimo ricordo. Nonostante le titubanze iniziali dopo un paio di giorni le gambe iniziano a girare e si va come stambecchi, tanto che dopo un po’ quasi ti dimentichi di avere 20 chili sulle spalle.

Una menzione speciale alle bacchette da trekking. Le ho sempre viste come qualcosa di inutile ma per fortuna ho deciso di portarmele dietro per questo giro. Si sono rivelate fondamentali tanto per le salite quanto per le discese. Non so come sarebbe stato non averle.

Adesso non resta che decidere quale sarà il trekking per la prossima estate. A presto!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...