Storia del Cinema #11 – L’avvento del sonoro

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L’avvento del sonoro cambierà per sempre il modo di fare cinema. E’ anche vero però che il cinema non è mai stato veramente muto. Fin dalle origini infatti la musica ne è stata sua parte integrante. E fin dalle origini molti registi hanno cercato un metodo per sincronizzare suono ed immagini.

La casa di produzione Gaumont realizza, con la prima regista femmina della storia Alice Guy-Blaché, alcuni filmati sincronizzati con registrazioni sonore, ma immagini e suoni vengono registrati e riprodotti su supporti diversi causando la perdita di sincronismo.

Ecco che allora si opta per la musica dal vivo ricorrendo spesso anche ai rumoristi che riproducono suoni e rumori con vari strumenti da dietro lo schermo.

Con la musica dal vivo si sfrutta molto spesso il leitmotiv: un brano viene associato a un personaggio o a una particolare azione. Questa pratica è utilizzata ancora oggi, pensate alla serie tv Lost col grande Michael Giacchino che ha pensato una musica specifica per ogni personaggio.

Con l’avvento dei lungometraggi si inizia anche a comprendere l’importanza di avere della musica scritta appositamente per il film in questione. Così insieme alle pellicole si iniziano a distribuire anche le musiche da eseguire in sala.

Negli anni 20 la Warner Bros adotta il Vitaphone, sistema di registrazione su disco che restituisce un sincronismo accettabile. Così dopo una serie di prove la Warner Bros produce il primo lungometraggio sonoro: DON GIOVANNI E LUCREZIA BORGIA (1926). Il film si presenta come un film muto con la differenza che la musica non è più eseguita dal vivo.

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La Warner subito dopo mette in produzione IL CANTANTE DI JAZZ (1927), il primo film parlato. Il sonoro entra definitivamente nel cinema, anche se le scene dialogate si riducono a una manciata di minuti. LIGHTS OF NEW YORK è il primo film interamente parlato.

L’avvento del sonoro fa venire alla luce tutta una serie di problemi tecnici: le cineprese vanno chiuse in grosse cabine insonorizzate affinché il loro rumore non venga registrato. Gli attori devono perciò muoversi senza fare rumore e recitare scandendo chiaramente ogni parola.

Il sonoro cambia l’arte della recitazione. Nel cinema muto l’attore, privo di voce, si basava su una gestualità molto marcata. Adesso con il sonoro serve una recitazione sempre più naturale.

All’improvviso fare riprese dal vero risulta molto complicato (a causa del rumore di fabbriche, cantieri etc.), ci si sposta così nei teatri di posa. Il boom del sonoro fa addirittura passare in secondo piano l’immagine e la luce. Con l’avvento del sonoro il cinema diventa paradossalmente meno cinematografico.

Il primo cartone animato sonorizzato è invece DINNER TIME (1928), seguito a ruota da Walt Disney con STEAMBOAT WILLIE che segna il debutto sugli schermi di Topolino. L’enorme successo si deve anche a quella che diventerà la tecnica del Mickey Mousing, con le azioni su schermo sincronizzate con gli effetti sonori e seguite da una musica di accompagnamento.

In Europa il primo film parlato a riscuotere successo è RICATTO (1929) di un certo Alfred Hitchcock.

La Russia tanto per cambiare da un valore particolarmente innovativo anche al sonoro. Nel 1928 Ėjzenštejn afferma che la colonna sonora non deve solo enfatizzare il contenuto delle immagini, ma deve anche opporsi a esse.

Questo concetto è arrivato fino a noi, pensiamo alla scena di FULL METAL JACKET (1987) nella quale i Marine marciano sul campo di battaglia fischiettando la Marcia di Topolino, una canzone per bambini.

Cito anche AMAMI STANOTTE (1932) musical di ROUBEN MAMOULIAM nel quale una delle prime scene è il risveglio di Parigi che viene mostrato attraverso i suoni mattutini che vanno a comporre una melodia.

un uomo che usa un piccone, il russare di un altro, lo spazzare di una donna, il fumare dei comignoli e così via, mentre successivamente una canzone canticchiata da una persona viene ripresa da altre persone in giro per la città, il suono come metafora del viaggio. E siamo solo negli anni 30.

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