Storia del Cinema #16 – Stati Uniti 1945 – 1960

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Nell’immediato dopoguerra le prospettive per il cinema in america sembrano eccellenti: gli incassi del 1946 sono i più alti nella storia. Hollywood decide di potenziare l’esportazione, tuttavia dopo il 1946, complice il cambiamento di abitudini degli spettatori e l’introduzione della televisione, c’è una brusca battuta d’arresto.

E proprio per riportare le persone al cinema togliendole dai loro salotti si aumentano i film a colori anche grazie alla nuova pellicola Eastman Color messa sul mercato da George Estman, fondatore della Kodak.

Negli anni 50 poi riappaiono, già sperimentati quando fu introdotto il sonoro, i formati panoramici. Ad esempio il Cinerama, sistema che consisteva nell’uso di tre proiettori a 35 mm, ognuno dei quali aveva una propria porzione di schermo; l’immagine proiettata aveva un aspect ratio pari a 1:3. La macchinosità del Cinerama rese possibile la produzione di un numero limitato di film.

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Il Cinemascope, introdotto dalla Fox, contrariamente al Cinerama non comporta per le sale cinematografiche l’acquisto di particolari attrezzature, il che contribuisce al suo successo. Molte case di produzione finiscono così con l’adottarlo, mentre in Europa, per non pagare i diritti alla 20th Century-Fox, le case di produzione ne mettono a punto uno proprio.

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Si sviluppano anche alcuni film in 3D, tra cui anche DELITTO PERFETTO (1954) di ALFRED HITCHCOCK, ma la moda si esaurì molto presto.

Con la riduzione dei film prodotti a Hollywood cresce invece la produzione indipendente, i cui film, una volta realizzati, sono poi distribuiti dalle majors di Hollywood, che in questo modo riescono a ridurre le spese. L’esplosione del cinema indipendente è anche una strategia dei produttori che, dopo la fuga di spettatori, vogliono concentrarsi su settori specifici della popolazione, adulti, ragazzi e adolescenti.

La disney ad esempio produce classici d’avventura con personaggi reali come L’ISOLA DEL TESORO (1950). Il mercato dei film per adolescenti esplode invece a metà degli anni 50 con il nuovo bacino di spettatori nati dopo la seconda guerra mondiale.

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Assumono importanza anche i film d’essai, i film d’interesse culturale rivolti soprattutto a un pubblico colto. Alcune sale indipendenti, col declino della produzione americana, scoprono un nuovo pubblico proiettando questo tipo di film, anche italiani, come ROMA CITTA’ APERTA e LADRI DI BICICLETTE.

Oltre al cinema d’essai un’altra alternativa per l’industria sono i famosi drive in, molto ben accolti soprattutto dalle coppie di adolescenti.

Lo stile classico di Hollywood rimane il principale modello di racconto, nonostante alcune innovazioni come quelle introdotte da Quarto Potere, che crea la moda della tecnica narrativa soggettiva, pensiamo a UNA DONNA NEL LAGO (1946) film girato interamente dal punto di vista soggettivo del protagonista.

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Quarto Potere faceva ampio uso dei flashback, il cui uso viene ulteriormente sperimentato anche da HITCHCOCK in PAURA IN PALCOSCENICO (1950). I vortici temporali diventeranno ancora più estremi negli anni 60 con film influenzati dal cinema d’autore europeo come L’UOMO DEL BANCO DEI PEGNI di SIDNEY LUMET.

A strategie narrative complesse c’è chi preferisce abbracciare un maggiore realismo nell’ambientazione arrivando fino al semi documentario. A volte questi due concetti si ritrovavano nello stesso film, pensiamo a RAPINA A MANO ARMATA (1956) di STANLEY KUBRICK che nel film manipola il tempo in modo complesso per l’epoca.

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Fino alla fine degli anni 50 domina ancora il genere Noir, nel quale gli esperimenti col chiaroscuro furono portati al loro estremo, con inquadrature inclinate e profondità di campo estesa come Welles aveva insegnato in Quarto Potere.

Nella metà degli anni 60 si iniziano a usare lenti a focale lunga per appiattire l’immagine e sfumare i contorni, i teleobiettivi vengono preferiti ai grandangoli. Nello stesso periodo si alterna all’uso del piano sequenza un montaggio più veloce derivante soprattutto dalla pubblicità televisiva.

Sono anche gli anni in cui gli studi scoprono le potenzialità delle colonne sonore, intere canzoni vengono integrate nelle scene di quasi ogni genere.

Gli studios inoltre potenziano la spettacolarità delle loro pellicole per spiccare sulla concorrenza. Nel genere western ricordiamo film monumentali dallo stile sfarzoso come DUELLO AL SOLE (1945) di KING VIDOR e il FIUME ROSSO (1948) di HOWARD HAWKS. Genere che consolida la popolarità di John Wayne e James Stewart.

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Anche nel melodramma sfociò questa ricerca di spettacolarità, genere nel quale spicca la figura di DOUGLAS SIRK del quale si ricordano UNA MAGNIFICA OSSESSIONE (1954) e LO SPECCHIO DELLA VITA (1959).

Il MUSICAL fu il genere che più godette di questo rinnovamento, appannaggio soprattutto della MGM e del produttore Atrhur Freed, ricordiamo ad esempio UN GIORNO A NEW YORK (1949), CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA (1952), film parodia dei primi musical.

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Ma non solo MGM, ci furono col tempo anche musical di altre case, pensiamo a BULLI E PUPE (1955), WEST SIDE STORY (1961) e i cartoni della Disney. O ancora TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE (1965) musical della Fox.

In questo periodo rifiorì anche il KOLOSSAL STORICO, ottimo per sfruttare lo schermo panoramico. Ed ecco uscire film come BEN-HUR, SPARTACUS e I DIECI COMANDAMENTI (1956) di CECIL B. DEMILLE. Viene esplorato quasi ogni periodo storico, pensiamo a CLEOPATRA (1963), LAWRENCE D’ARABIA (1962) e IL DOTTOR ZIVAGO (1965).

Vengono riportati in auge anche i generi HORROR e di FANTASCIENZA, il cui mercato è favorito anche dall’era atomica, che da vita a film-metafore sulla guerra fredda. LA GUERRA DEI MONDI (1953) e L’UOMO CHE VISSE NEL FUTURO (1960), 20MILA LEGHE SOTTO I MARI (1954), L’INVASIONE DEGLI ULTRACORPI (1955). Altri film come ULTIMATUM ALLA TERRA (1951) sono più pacifisti.

Hitchcock eleva il cinema di spionaggio col suo capolavoro INTRIGO INTERNAZIONALE (1959) senza dimenticare l’arrivo sullo schermo in questi anni di James Bond che ne decreta il successo a partire dal terzo film della saga AGENTE 007 MISSIONE GOLDFINGER (1964).

Tuttavia non sono necessari budget stratosferici per girare film che segneranno la storia del cinema, pensiamo a PSYCHO (1960) nel quale Hitchcock non ricorre a star famose e budget enormi, eppure ditemi chi non è stato segnato da questo film.

Tra i registi della vecchia generazione vi è chi si avvia verso il viale del tramonto. Ernst Lubitsch muore nel 1947, Frank Capra dopo la Vita è meravigliosa (1946) non avrà più grande successo.

JOHN FORD invece con la commedia UN UOMO TRANQUILLO (1952) da vita a un film a lungo amato dal pubblico, anche se continua a dedicarsi per la maggior parte al genere western, con LA TRILOGIA DELLA CAVALLERIA e L’UOMO CHE UCCISE LIBERTY VALANCE (1962) con il mito del west che muore con l’arrivo della ferrovia. O ancora SENTIERI SELVAGGI (1965) che ci restituisce un protagonista dalla personalità a dir poco complessa.

BILLY WILDER invece sforna grandi opere come VIALE DEL TRAMONTO (1951) e A QUALCUNO PIACE CALDO (1959).

ORSON WELLES, licenziato dalla RKO dopo L’ORGOGLIO DEGLI AMBERSON (1942) diventa un regista errante, racimolando soldi anche apparendo in film come IL TERZO UOMO (1949). Nel 1948 dirige LA SIGNORA DI SHANGAI, nel 1958 il bellissimo L’INFERNALE QUINLAN che si apre con un magistrale piano sequenza.

Nel 1947 a New York ELIA KAZAN fonda l’Actors Studio basando gli insegnamenti sul famoso Metodo Stanislavskij che si basa sull’approfondimento psicologico del personaggio e sull’affinità tra il mondo interiore del personaggio e quello dell’attore. Metodo che avrà enorme influenza grazie soprattutto ad attori come Marlon Brando, James Dean e altri ancora.

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Marlon Brando

I registi più anziani di questi anni avevano iniziato nel cinema muto o nei primi film sonori, le nuove leve invece arrivano dalla televisione o dallo studio system. Una nuova estetica televisiva verrà portata al cinema da registi come SIDNEY LUMET e ARTHUR PENN. Del 1957 è il bellissimo LA PAROLA AI GIURATI di Lumet.

Il sistema di Hollywood aveva perso stabilità economica ma ciò nonostante i registi non rinunciarono a dar vita a film personali e potenti.

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