Storia del Cinema #23 – Spaghetti Western

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Il cinema western italiano, noto come Spaghetti Western, è un genere cinematografico sviluppatosi verso la metà degli anni 60 e arrivato fino ai primi anni 70.

Differenze salienti di questo genere rispetto al classico western americano sono le storie più cruente e il budget quasi sempre bassissimo.

Ai classici eroi del western americano come John Wayne si contrappone un nuovo antieroe più cinico, senza scrupoli e dotato di una tagliente ironia e per questo forse anche più realistico e apprezzato.

JOHN WAYNE

Niente più storie d’amore e lunghe chiacchierate ma tantissima violenza con molte più sparatorie e i caratteristici rumori delle pistole molto più forti di quelle dei film americani. E ancora torture, pestaggi, amputazioni, cimiteri spettrali, non è un mondo per ottimisti né per moralisti, il denaro è quasi sempre l’unico interesse dei personaggi.

Il mito del west tanto caro ai western americani viene qui contrastato. Caratteristica è anche la presenza ricorrente di alcuni personaggi come Django e Sartana, che punta sul richiamo del personaggio già noto al pubblico.

La trama degli Spaghetti Western si può dividere in tre filoni, il WESTERN DI AZIONE PURA di SERGIO LEONE e SERGIO CORBUCCI, dove abbiamo un eroe solitario senza passato in cerca di vendetta o di soldi.

Poi c’è il western di SERGIO SOLLIMA e DAMIANO DAMIANI con i quali nasce il genere del WESTERN STORICO POLITICO, ambientato tra rivoluzionari messicani alla ricerca di libertà e giustizia.

Nel ’70 si avrà un ulteriore svolta con ENZO BARBONI e il suo WESTERN COMICO della serie Trinità con la storica coppia Terence Hill – Bud Spencer, prima con LO CHIAMAVANO TRINITA’ (1970) e poi con CONTINUAVANO A CHIAMARLO TRINITA’ (1971).

Spesso attori e registi usano pseudonimi americani per celare le loro origini italiane, mentre i bassissimi budget a disposizione impongono molti sacrifici per poter girare un film credibile.

Qui l’ingegno italiano permette di ottenere risultati eccezionali, pensiamo ai villaggi disabitati e spettrali tipici di questi film, ciò è dovuto al fatto che i budget bassi non permettono di assumere tante comparse.

Naturalmente quando parliamo di Spaghetti Western pensiamo subito a SERGIO LEONE e CLINT EASTWOOD, ma oltre a queste due icone ce ne sono molte altre come FRANCO NERO e SERGIO CORBUCCI, uno attore e l’altro regista del mitico DJANGO.

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TOMAS MILIAN interprete di Cuchillo, il messicano che scappa da tutto e da tutti. LEE VAN CLEFF, il bounty killer film di Sergio Leone. GIULIANO GEMMA nei panni di Ringo, pistolero dalla faccia d’angelo ma pistola letale.

Tra i cattivi ricordo KLAUS KINSKI e FERNANDO SANCHO nel ruolo del pistolero messicano grasso e baffuto.

Tra i film del PRIMO FILONE i più famosi sono ovviamente quelli di SERGIO LEONE: PER UN PUGNO DI DOLLARI, PER QUALCHE DOLLARO IN PIU‘, IL BUONO IL BRUTTO IL CATTIVO, GIU’ LA TESTA e C’ERA UNA VOLTA IL WEST.

Dal lavoro di Sergio Leone si svilupperanno nuove storie, ad esempio IL RITORNO DI RINGO (1966) di DUCCIO TESSARI, film che trasforma in chiave western la storia narrata nell’Odissea di Ulisse che torna a Itaca.

DIO PERDONA.. IO NO (1967) e I QUATTRO DELL’AVE MARIA (1968) di GIUSEPPE COLIZZI decretano la nascita della coppia Bud Spencer – Terence Hill. E ancora il già citato gioiello di SERGIO CORBUCCI, DJANGO (1966).

I film del filone WESTERN POLITICO STORICO sono ambientati per gran parte ai tempi della rivoluzione messicana. Ad esempio TEPEPA (1969) di GIULIO PETRONI con Tomas Milian, IL MERCENARIO e VAMOS A MATAR COMPANEROS (1970) di SERGIO CORBUCCI, QUIEN SABE? (1967) di DAMIANO DAMIANI e tre pellicole di SERGIO SOLLIMA: LA RESA DEI CONTI (1966), FACCIA A FACCIA (1967) e CORRI UOMO CORRI (1968).

Altro film del filone è REQUIESCANT di CARLO LIZZANI che ha un tale successo tanto da ispirare una serie di fumetti, film in cui peraltro compare come attore anche Pierpaolo Pasolini.

Tra i western più violenti mai realizzati c’è SE SEI VIVO SPARA (1967), di GIULIO QUESTI. Qui Tomas Milian è un pistolero che usa proiettili d’oro per uccidere i nemici, le persone del paese lo scoprono e iniziano a squartare le persone ferite per recuperare i proiettili.

Anche uno dei maestri dell’horror italiano, LUCIO FULCI, dirige due spaghetti western, I QUATTRO DELL’APOCALISSE, film estremamente violento con Tomas Milian nella parte del sadico cattivo senza scrupoli e SELLA D’ARGENTO, western più nostalgico con protagonista Giuliano Gemma.

Four of the Apocalypse

TONINO VALERII invece dirige Terence Hill ed Henry Fonda in IL MIO NOME E’ NESSUNO (1973) western nostalgico sceneggiato da Sergio Leone. L’addio al West di Henry Fonda è il saluto a tutto un genere.

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Ma ora voglio fare un passo indietro e parlare di come vide la luce PER UN PUGNO DI DOLLARI. Fino al 1963 in Italia di western si erano prodotte solo parodie dei classici americani, come UN DOLLARO D’ONORE.

Sempre nel 1963, la casa di produzione del napoletano Alberto Grimaldi si associa con quella dello spagnolo Eduardo Manzanos che ha costruito un villaggio western a nord di Madrid. Ne nasce il primo western italiano, I TRE IMPLACABILI.

All’inizio del 1964 invece il direttore della fotografia Enzo Barboni e il suo collega Stelvio Massi, hanno appena visto al cinema LA SFIDA DEL SAMURAI di AKIRA KUROSAWA, incontrano Sergio Leone e gli dicono che da quel film potrebbe uscirne un bel western.

Leone vede il film e decide di approntare una sceneggiatura. Dopo qualche rifiuto ottiene da Duccio Tessari e Ferdinando Di Leo una sceneggiatura dal titolo “Il magnifico straniero“.

A questo punto Leone cerca un produttore trovando la Jolly Film di Papi e Colombo, che approvano il progetto benché subordinato a un altro western che già stanno producendo, LE PISTOLE NON DISCUTONO.

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Si dovranno usare le stesse scenografie, le stesse location, gli stessi costumi e le stesse comparse e dovrà essere girato in 6 settimane. Sergio Leone non ha scelta e accetta, a questo punto deve trovare il protagonista.

Leone riceve picche sia da Henry Fonda che da Charles Bronson e alla fine ecco che si fa avanti un giovane Clint Eastwood, Leone non è molto convinto ma bisogna partire con le riprese.

pour une poignée de dollars

E le riprese sembrano ricalcare quelle del primo Guerre Stellari, un imprevisto dietro l’altro. Ad esempio Leone vuole una scena con un condor che purtroppo viene preso in pieno dal colpo accidentale di uno dei fucili che stava provando un macchinista.

Nell’ultima settimana Leone finisce il budget e le macchine da presa affittate vengono ritirate. In albergo Leone incontra Gianni Garko che sta girando il film “Saul e David“, si fa prestare 2 cineprese, della dinamite e un’artificiere per girare le scene dell’esplosione e finire il film.

Ma c’è un altro problema, la sceneggiatura è andata persa. Tonino Valerii, l’aiuto regista, l’ha dimenticata in albergo e la donna delle pulizie l’ha buttata via. Allora i dialoghi vengono rattoppati improvvisando.

Finito il film mancano solo le musiche, per le quali Leone pensa a un suo compagno di scuola, un certo Ennio Morricone. Il film è pronto ma si cambia il titolo, si passa infatti a SFIDA A TEXAS CITY, che poi diventa, il giorno di uscita, il 24 settembre, PER UN PUGNO DI DOLLARI.

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Sergio Leone e Ennio Morricone

Il film esce solo a Firenze in una piccola sala vicino alla stazione. Si preannuncia un enorme flop e invece tutto il contrario. Ogni sera si registra il tutto esaurito, la gente arriva addirittura col treno dalle altre città. Viene così distribuito in tutta Italia e dopo 3 mesi incassa 450 milioni.

La notizia arriva anche alle orecchie di AKIRA KUROSWA che accusa Leone di plagio. Ma anche Kurosawa è accusato di plagio visto che la sua storia è tratta dal racconto “Piombo e sangue” di Dashiell Hammett del 1929, alla fine si troverà un accordo che sarà molto vantaggioso per Kurosawa.

Da questo momento tutti produrranno western. Spesso le riprese vengono interrotte perché nell’inquadratura entrano soggetti di un’altro film. Sono gli anni più belli per il cinema italiano. Ma il troppo stroppia e ben presto i western cominciano a diminuire.

Negli anni a venire si sviluppa come abbiamo visto il filone del western comico, ma il genere ha ormai le ore contate, anche perché dalla Cina arriva Bruce Lee col suo kung fu.

Molti considerano GLI SPIETATI (1992) l’ultimo grande film del genere, diretto da CLINT EASTWOOD che dedica la pellicola a Sergio Leone, cosa che farà anche Quentin Tarantino nel 2003 nei titoli di Kill Bill vol. 1 e vol. 2.

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Tarantino che nel suo Django Unchained omaggia l’intero genere dello spaghetti western con tantissime citazioni, pensiamo solo al finale del film.

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