Storia del Cinema #24 – Hollywood 1960 – 1980

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Negli Stati Uniti tra fine anni 60 e inizio anni 70 le proteste contro l’autorità raggiungono il culmine. Sono gli anni di Martin Luter King e delle feroci critiche alla guerra in Vietnam, che vedrà il ritiro delle truppe americane nel 1973. Questo contesto da vita a un cinema di protesta sociale anche attraverso come abbiamo visto il gruppo Newsreel.

Per capire quanto in questi anni il cinema sia entrato nella mente delle persone pensiamo all’attentato al presidente Reagan, attuato da John Hinckley, un fan Jodie Foster in TAXI DRIVER, tanto ossessionato da lei che il 30 marzo 1981 spara al Presidente degli Stati Uniti, dicendo che così facendo voleva attirare l’attenzione della Foster.

I film di questo periodo introducono dei cambiamenti rispetto al passato. I perdenti diventano protagonisti; nascono personaggi non classificabili tra i buoni o i cattivi; le figure di autorità sono ora viste negativamente; le donne assumono ruoli importanti; si rifiuta l’happy ending preferendo finali amari o aperti.

Negli anni successivi viene lanciata una nuova generazione di attori, tra i quali Robert De Niro, Jack Nicholson, Al Pacino, Dustin Hoffman, Gene Hackman, Robert Duvall, Robert Redford, Donald Sutherland, Diane Keaton, Woody Allen, Harvey Keitel, ecc. che magari non corrispondono ai canoni di bellezza di Hollywood ma sono in grado di dar vita a personaggi molto complessi.

Come detto verso la fine degli anni 60 il cinema entra in una crisi profonda, la gente se ne sta a casa a guardare la tv. E’ la peggior crisi della storia per Hollywood, che per risollevarsi e attirare di nuovo il pubblico deve trovare qualche novità.

Uno spiraglio arriva dalla censura, che scioglie un po’ il suo rigido controllo con un nuovo sistema di valutazione basato su lettere. Ciò permette a film come IL MUCCHIO SELVAGGIO (1969) di avere un enorme successo, pellicola che peraltro rivaluta i fuorilegge dei vecchi western come ribelli anti-sistema.

Ricordo anche CORVO ROSSO NON AVRAI IL MIO SCALPO (1972), di SYDNEY POLLACK. Tutti questi film rinnovano il WESTERN, genere che bene si presta alla revisione dei miti alla base della società americana.

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I produttori, visto il successo di film come IL LAUREATO (1967) e BONNIE AND CLYDE (1967), decidono di rivolgersi ai giovani con film come EASY RIDER (1969) di DENNIS HOPPER che ha un successo enorme. Chi non ha impressi nella mente i titoli di testa sulle note di Born to be wild?

Verso la fine degli anni 60 si consolidano anche i FILM DI GENERE A BASSO COSTO, pensiamo a LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI (1968), vero e proprio cult che lancerà GEORGE ROMERO o all’inquietante ROSEMARY’S BABY (1968) di ROMAN POLANSKI. Queste pellicole rappresentano, negli anni 70, una valida alternativa ai film delle grandi case di produzione.

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Ma non solo film di genere, in questi anni si sviluppa anche un CINEMA D’ARTE, più personale, con pellicole volutamente mal fatte e influenzate dal cinema d’arte europeo. L’opera più famosa di questo movimento è OMBRE (1960), girato a bassissimo costo e per gran parte improvvisato.

Questi film non sfondano al botteghino ma avranno una notevole influenza sulla successiva New Hollywood. FRANCIS FORD COPPOLA è uno dei tanti registi influenzato da questo cinema d’arte.

Con i proventi de Il Padrino gira LA CONVERSAZIONE (1974), film che mescola il cinema d’arte con i generi di hollywood, in questo caso il genere investigativo. Ma pensiamo anche a DAVID LYNCH e ai suoi ERASERHEAD (1980), THE ELEPHANT MAN (1980) e VELLUTO BLU (1986).

WOODY ALLEN ha sempre trattato una vasta gamma di stili, con IO E ANNIE (1977) e MANHATTAN (1979) indaga i conflitti psicologici del protagonista, STARDUST MEMORIES (1980) è una rielaborazione di 8½, INTERIORS (1978) riprende i drammi da camera di Bergman.

Anche MARTIN SCORSESE viene influenzato dal cinema d’arte. Film come TAXI DRIVER (1975) lo consacrano al successo, mentre TORO SCATENATO (1980) è considerato da molti il miglior film americano degli anni 80. Nelle sue pellicole Scorsese mette molto di sé stesso, pensiamo a QUEI BRAVI RAGAZZI (1989) che riprende la sua adolescenza italo americana.

Anche PAUL SCHRADER è uno dei registi e sceneggiatori cardine della New Hollywood. Egli scrive la sceneggiatura di Taxi Driver in un periodo di depressione causato dalla solitudine e dall’alcolismo e poi scriverà anche quella di Toro Scatenato.

Il suo film più conosciuto è sicuramente AMERICAN GIGOLO (1980), thriller interpretato da Richard Gere. Di lui si ricorda anche il film del 1992 LO SPACCIATORE con Willem Dafoe.

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Per cui un cinema personale e un altro che invece critica la società. Pensiamo a PLATOON (1989), JFK (1991) entrambi di OLIVER STONE, o anche a SPIKE LEE col suo FA LA COSA GIUSTA (1989).

Negli anni 70 ottengono successo anche film più legati ai GENERI TRADIZIONALI. Molte pellicole sfruttarono il THRILLER per criticare gli intrighi della CIA e del governo USA come ad esempio TUTTI GLI UOMINI DEL PRESIDENTE (1976) e I TRE GIORNI DEL CONDOR (1975) entrambi di SIDNEY POLLACK. Oppure come denuncia sociale dell’America, ad esempio UN TRANQUILLO WEEKEND DI PAURA (1972) e LA CALDA NOTTE DELL’ISPETTORE TIBBS (1967).

Sull’onda de LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI anche il genere HORROR si rivitalizza. Pensiamo a NON APRITE QUELLA PORTA (1974) e ad HALLOWEEN di JOHN CARPENTER (1978).

Nelle sale poi hanno molto successo gli spettacoli di mezzanotte con ad esempio THE ROCKY HORROR PICTURE SHOW (1975) ed ERASERHEAD di DAVID LYNCH (1978), fino ad arrivare ad ALIEN (1979) di RIDLEY SCOTT, film con un piccolo budget ma che entrerà nella storia del cinema, e naturalmente SHINING (1980).

Anche il genere NOIR si aggiorna, grazie soprattutto a due pellicole: IL LUNGO ADDIO di ROBERT ALTMAN (1973) e CHINATOWN di ROMAN POLANSKI (1974) con protagonista Jack Nicholson.

Il genere di FANTASCIENZA viene usato in questi anni per criticare la società, sull’onda de IL DOTTOR STRANAMORE (1964) gran film di STANLEY KUBRICK.

I film di questi anni perdono la fiducia verso il progresso, per cui ecco comparire macchine che si ribellano, pensiamo ad esempio a WESTWORLD (1973) di MICHAEL CRICHTON e 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO (1968) di KUBRICK.

In quegli anni è sempre forte nell’immaginario delle persone la Guerra Fredda, ed ecco così lo scenario apocalittico causato da una guerra nucleare ne IL PIANETA DELLE SCIMMIE (1968).

Anche il genere CATASTROFICO riprende i dubbi e le incertezze di questi anni. Le storie sono quasi sempre lo stesse: un disastro che incombe, un gruppo di vittime, istituzioni impreparate, un eroe solitario che salva il gruppo sullo sfondo di distruzioni ed esplosioni.

Primo film del genere fu AIRPORT (1970) ma ricordiamo anche L’AVVENTURA DEL POSEIDON (1972) e L’INFERNO DI CRISTALLO (1974).

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In questo periodo si afferma anche il POLIZIESCO, genere che racconta storie molto violente, con inseguimenti e poliziotti violenti e ubriachi come protagonisti. Pensiamo a IL BRACCIO VIOLENTO DELLA LEGGE (1971) e ISPETTORE CALLAGHAN: IL CASO SCORPIO E’ TUO (1971). Gli anni di contestazione appena trascorsi hanno lasciato un desiderio di ritorno all’ordine e questi film rispondono proprio a questa necessità.

Dal poliziesco si sviluppano anche pellicole che mettono al centro della storia il giustiziere solitario, che subisce un’ingiustizia dai criminali di turno e deve cercare vendetta per conto suo, pensiamo a IL GIUSTIZIERE DELLA NOTTE (1974).

Tra gli anni ’50 e ’60 ci sono anche film che denunciano il RAZZISMO. Gran parte di queste pellicole vedono protagonista Sidney Poitier, primo attore di colore a ricevere l’Oscar. Il primo film di questo filone è UOMO BIANCO TU VIVRAI (1950), successivamente ricordo INDOVINA CHI VIENE A CENA? (1967) e LA CALDA NOTTE DELL’ISPETTORE TIBBS (1967).

Anche L’ANIMAZIONE si rinnova, con la Disney che da alla luce ROBIN HOOD (1973) e LE AVVENTURE DI BIANCA E BERNIE (1977). Alcuni separatisti successivamente si staccano dalla Disney per dare vita ai bellissimi BRISBY E IL SEGRETO DEL NIMH (1982) e FIEVEL SBARCA IN AMERICA (1986).

Il passato di Hollywood viene riletto anche in chiave PARODISTICA, pensiamo ai film di MEL BROOKS come MEZZOGIORNO E MEZZO DI FUOCO (1973), FRANKESTEIN JUNIOR (1974), PRENDI I SOLDI E SCAPPA (1969) parodia di WOODY ALLEN dei film di rapina. O ancora L’AEREO PIU’ PAZZO DEL MONDO (1980) fino ad arrivare a HOT SHOTS! (1991)

Tra fine anni 60 e inizio anni 70 guadagnano le luci della ribalta una serie di giovani registi, i MOVIE BRATS, che con budget non faraonici danno vita a capolavori indimenticabili, è il caso de IL PADRINO (1972) di FRANCIS FORD COPPOLA, L’ESORCISTA (1973), AMERICAN GRAFFITI (1973) di GEORGE LUCAS.

I film dei giovani che contestano Hollywood permettono a Hollywood di uscire dalla crisi. A metà degli anni ’70 la contestazione giovanile si calma e alcuni dei “ragazzacci del cinema” si affezionano al successo realizzando per Hollywood film che col loro spirito innovatore ormai c’entrano poco.

I record d’incassi che conseguono consolidano la ripresa di Hollywood: GUERRE STELLARI (1977), ROCKY (1976), LO SQUALO (1975) e INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO (1977) di STEVEN SPIELBERG, la gallina dalle uova d’ora di Hollywood.

Questi film rafforzeranno anche la pratica del sequel e delle serie, mai così di successo prima di allora. Visto infatti che tantissime persone continuano a rivederli al cinema ecco uscire LO SQUALO 2 (1978), ROCKY 2 (1979), IL PADRINO PARTE 2 (1974) senza dimenticare la successiva trilogia di Indiana Jones iniziata con I PREDATORI DELL’ARCA PERDUTA (1981).

Grazie al successo di questi film i registi ora hanno un controllo maggiore sulle loro opere e i budget iniziano a lievitare, è il caso ad esempio di APOCALIPSE NOW (1979) di FRANCIS FORD COPPOLA, che tra l’altro fa parte di un filone di film antimilitaristi che mostrano negativamente gli ufficiali e gli orrori della guerra.

Apripista di questo tipo di film fu ORIZZONTI DI GLORIA (1957) di STANLEY KUBRICK che io consiglio sempre di abbinare alla lettura di Un anno sull’altipiano di Emilio Lussu, per avere un quadro completo sulla follia della guerra.

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